Feedback: come usarlo per migliorare davvero, senza farti demolire
- Antonio Rinaldi
- 16 apr
- Tempo di lettura: 3 min
"Cosa posso fare meglio?"
È una domanda semplice. Ma se la fai nel modo giusto… ti fa fare progressi più velocemente di qualunque altra cosa.
Il problema è che quasi nessuno la usa bene. Perché il feedback fa paura. Ti mette davanti a due rischi: sentirti giudicato e scoprire che stai sbagliando qualcosa. Eppure è proprio lì che vive il miglioramento.
In palestra funziona così: se non ti filmi, se non ti fai correggere, se non misuri… ripeti lo stesso errore per mesi. Qui sotto trovi un metodo pratico per cercare feedback in modo attivo, senza trasformarlo in ansia o in un processo infinito.
Il feedback non serve a "sentirti bravo". Serve a renderti migliore.
Il feedback utile non è: "Bravo!", "Stai andando benissimo!", "Sei un grande!" È piacevole, certo. Ma non ti cambia.
Il feedback che ti cambia è quello che ti dice:
dove stai perdendo energie
dove ti stai sabotando
quale è il prossimo passo più intelligente
👉 Regola: se non ti dà una direzione pratica, è intrattenimento.


La domanda giusta è quella che ti porta risposte utili
"Cosa posso fare meglio?" è ottima, ma spesso è troppo ampia. Prova queste 3 versioni più "chirurgiche":
"Qual è UNA cosa che, se migliorassi, cambierebbe più di tutto il resto?"
"Cosa sto facendo che mi sta rallentando (senza che me ne accorga)?"
"Se fossi il mio coach, cosa mi faresti fare nelle prossime 2 settimane?"
Queste domande tagliano via il fumo. E costringono l'altra persona a essere concreta.
Il metodo completo: dal feedback all'azione
1. Dove chiedere feedback
Non chiedere feedback a caso. Usa questa scala:
Livello 1 — Chi ne sa più di te (coach / trainer / professionista): il feedback più prezioso. Vede errori tecnici e strategici.
Livello 2 — Chi sta facendo il percorso con te (compagni, community): utile per motivazione, confronto, aderenza.
Livello 3 — Chi ti vuole bene ma non sa nulla (amici/parenti): ottimo per supporto emotivo. Pessimo per strategia.
👉 Regola: se vuoi migliorare, chiedi feedback a chi ha la competenza.
2. Il metodo "3-2-1" per non impazzire con le critiche
Quando ricevi feedback, fai così:
Scrivi 3 fatti (non opinioni): "Ho saltato 2 allenamenti questa settimana", "A cena ho sforato 3 volte", "Dormo 6 ore"
Scrivi 2 ipotesi sul perché: "Non preparo nulla prima", "Mi mancano alternative veloci quando sono stanco"
Scegli 1 azione da testare per 7 giorni: "Preparo la borsa la sera", "Pasto salva-serata già pronto", "Allenamento minimo da 20 minuti"
Il feedback diventa azione, non rumore.
3. Come ascoltare davvero, senza difenderti
Quando qualcuno ti dà un feedback, il cervello vuole subito dire: "Sì però…", "Non è proprio così…", "Hai ragione ma…" Stop.
Fai questa sequenza:
Ripeti quello che hai capito: "Ok, quindi mi stai dicendo che…"
Chiedi un esempio: "Mi fai un esempio concreto di quando succede?"
Chiedi il passo successivo: "Se dovessi cambiare una cosa sola da domani, quale sarebbe?"
Questo ti evita di trasformare il feedback in discussione.
4. Il feedback migliore è quello misurabile
Le persone sbagliano perché si basano sulle sensazioni. Quindi oltre al feedback umano, usa feedback oggettivo:
peso / circonferenze (se ha senso per te)
progressi su carichi o ripetizioni
passi giornalieri
sonno
foto ogni 2 settimane
aderenza al piano (quante volte hai fatto ciò che avevi deciso)
👉 Regola: se lo misuri, lo migliori.
01
Cosa ha funzionato?
02
Cosa non ha funzionato?
03
Cosa cambio la prossima settimana?
La cosa che fa davvero crescere: creare un loop di feedback.
Vuoi crescere "costantemente"? Fai così, ogni 7 giorni le 3 domande qui sopra. È banale. Ed è esattamente per questo che funziona.
Mini-sfida
Scegli UNA persona (coach, trainer, qualcuno che ne sa).
E manda questo messaggio:
“Sto cercando di migliorare davvero in _____________ .Qual è UNA cosa che dovrei fare meglio nelle prossime 2 settimane? Anche se è scomoda, dimmela.”
Poi fai solo una cosa: applica.



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