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7 ERRORI CHE TI FANNO MOLLARE LA PALESTRA PRIMA DI VEDERE RISULTATI

6 ott
Tempo di lettura: 5 min

Hai appena iniziato ad allenarti?


Allora probabilmente in questo momento la motivazione non ti manca. Hai deciso di partire, hai organizzato gli orari e nella tua testa c’è una frase abbastanza chiara:

“Questa volta faccio sul serio.”


Ottimo. Ma c’è una cosa importante che dovresti sapere: i problemi raramente arrivano nella prima settimana. Arrivano dopo.


Il problema? Alcuni di questi errori sembrano addirittura cose giuste da fare.

  • Partire fortissimo sembra motivazione.

  • Uscire distrutto sembra impegno.

  • Copiare chi è molto più avanti sembra imparare.

  • Cambiare continuamente esercizi sembra cercare il programma migliore.

  • Guardare subito la bilancia sembra monitorare i risultati.


Il problema arriva quando l’entusiasmo iniziale cala e devi fare i conti con lavoro, stanchezza, famiglia e imprevisti.

È proprio lì che alcuni errori apparentemente innocui possono trasformare un buon inizio nell’ennesimo tentativo abbandonato.


Ecco i 7 che vediamo più spesso.


Trainer ReActive segue una cliente durante un esercizio con kettlebell

1. Parti come se dovessi recuperare 5 anni in 5 giorni


“Da lunedì vengo tutti i giorni.”

È una delle frasi che sentiamo più spesso quando qualcuno riparte dopo molto tempo.


Il problema non è allenarsi molto. Il problema nasce quando passi improvvisamente da zero allenamenti a cinque soltanto perché sei motivato.

Il tuo corpo deve adattarsi. Ma anche la tua vita.

Allenarsi significa trovare spazio tra lavoro, famiglia, impegni e giornate nelle quali avresti molta più voglia di rimanere sul divano.


Il primo obiettivo non è fare il più possibile. È riuscire a continuare.


Meglio due allenamenti fatti con costanza per mesi che cinque allenamenti per dieci giorni. La frequenza potrà aumentare. Prima costruiamo l’abitudine.


2. Pensi che per vedere risultati devi distruggerti in palestra


Finisci l’allenamento. Non sei completamente esausto. Il giorno dopo riesci ancora a camminare.

E pensi: “Forse ieri non ho fatto abbastanza.”


Sudare molto non significa automaticamente essersi allenati bene. Essere distrutti non significa automaticamente aver stimolato maggiormente il corpo.

E avere dolori muscolari per tre giorni non è la certificazione di un allenamento efficace.


La fatica è una componente dell’allenamento. Non è l’obiettivo dell’allenamento.

Stanchezza e risultato non sono la stessa cosa.


Un programma deve creare uno stimolo sufficiente per produrre adattamenti, ma anche permetterti di recuperare e tornare ad allenarti.


3. Guardi solo chi è molto più avanti di te


Entri in sala e inevitabilmente inizi a guardarti intorno.

Quello solleva molto più di te. Quella ragazza fa esercizi che tu non riesci ancora a fare. Quello si allena cinque volte a settimana.


E parte il confronto.

Il problema è che stai confrontando il tuo giorno 10 con il giorno 1.000 di qualcun altro.


Tu vedi l’allenamento di oggi. Non vedi gli anni di pratica, la tecnica costruita, gli errori, la forza sviluppata e la progressione che ci sono dietro.

Vedi il suo punto di arrivo. Non il percorso che c’è dietro.


Prendere ispirazione va benissimo. Copiare senza conoscere il contesto molto meno. Il tuo allenamento deve partire dal tuo livello attuale.


Trainer ReActive controlla la tecnica di squat di una cliente

4. Cambi allenamento ogni volta che vedi qualcosa di nuovo


Oggi trovi un nuovo esercizio su Instagram. Domani il tuo amico ti mostra un circuito. Fra tre giorni qualcuno ti dice che quello che stai facendo “non serve”.

E nel giro di una settimana hai cambiato completamente programma.


Sembra varietà. Ma spesso è soltanto confusione.

Il corpo ha bisogno di stimoli, ma per capire se stai migliorando hai bisogno anche di continuità.

Se un esercizio cambia ogni volta, come fai a capire se sei diventato più forte? Se modifichi continuamente serie, ripetizioni e carichi, come fai a sapere se il programma sta funzionando?


Se cambi sempre tutto, non capirai mai se stai migliorando davvero.


Un buon programma non deve essere immutabile. Deve però rimanere abbastanza stabile da permetterti di misurare qualcosa e cambiare quando c’è un motivo per farlo.


5. Per dimagrire fai solo cardio


Vuoi perdere peso. Quindi: tapis roulant, cyclette, ellittica. Ancora tapis roulant.


Il cardio consuma energia e può essere un ottimo strumento all’interno di un percorso di dimagrimento.

Ma il problema nasce quando diventa l’unica strategia.


Il dimagrimento non dipende da un singolo allenamento. È il risultato dell’insieme: alimentazione, dispendio energetico quotidiano, allenamento di forza, attività cardiovascolare, recupero, sonno e costanza.

Inoltre, mentre perdi peso, preservare e sviluppare massa muscolare rimane estremamente importante.


Sudare non basta. Serve una strategia.


Cardio e pesi non sono avversari. Sono strumenti. Il punto è capire come utilizzarli rispetto al tuo obiettivo.


6. Non chiedi aiuto perché “prima voglio fare da solo”


Entri in palestra e non sai esattamente come utilizzare una macchina. Ma non vuoi disturbare.

Non sei sicuro dell’esercizio. Guardi cosa fa quello accanto. Non sai quale carico utilizzare. Fai un tentativo.

Passano così giorni. A volte settimane.


C’è una convinzione strana nel fitness: che prima dovresti capire tutto da solo e soltanto dopo, eventualmente, chiedere aiuto.

In realtà dovrebbe essere esattamente il contrario.

Se stai imparando qualcosa di nuovo, avere qualcuno che ti insegna può evitare tantissimi tentativi inutili.


Imparare prima significa sbagliare meno.


Diventare autonomi dovrebbe essere uno degli obiettivi. Ma autonomia non significa essere abbandonati a se stessi fin dal primo giorno.


7. Dopo due settimane guardi la bilancia e decidi se funziona


Hai iniziato da quindici giorni. Sali sulla bilancia. Il numero non è quello che speravi.

Verdetto: “Non sta funzionando.”


Aspetta.

Due settimane sono pochissime per giudicare un percorso. E soprattutto il peso è soltanto uno dei parametri che possiamo osservare.

Potresti essere più forte, allenarti con maggiore continuità, recuperare meglio, avere più energia, muoverti meglio o aver modificato alcune misure e vedere pochissimo movimento sulla bilancia.


Due settimane non sono un verdetto.


Il progresso raramente è una linea perfettamente dritta. Serve abbastanza tempo per permettere al corpo di adattarsi e abbastanza dati per capire realmente cosa sta accadendo.


Il vero errore? Pensare che basti iniziare


Questi sette errori hanno qualcosa in comune. Quasi nessuno sembra grave quando inizi.

Anzi. Alcuni sembrano addirittura comportamenti virtuosi.


Allenarti tantissimo sembra motivazione. Uscire distrutto sembra impegno. Copiare chi è più bravo sembra imparare. Cambiare continuamente esercizi sembra cercare il programma migliore. Pesarti ogni giorno sembra monitorare i risultati.


Il problema arriva dopo, quando passi dall’entusiasmo iniziale alla parte meno affascinante del percorso: la continuità.

Ed è qui che moltissime persone mollano. Non necessariamente perché manchi la volontà, ma perché nessuno ha costruito un percorso sostenibile intorno a loro.


Trainer e cliente ReActive durante una consulenza tecnica sul programma di allenamento

Nei primi 30 giorni dovresti essere seguito di più, non di meno


È anche per questo che in ReActive abbiamo costruito il percorso in maniera diversa.

Non consideriamo il momento in cui ricevi il programma come la fine del lavoro. È soltanto l’inizio.


Cosa dovrebbe succedere invece?


Prima cerchiamo di capire da dove parti

Obiettivi, esperienza, disponibilità reale, eventuali limiti e soprattutto cosa ti ha fatto mollare le volte precedenti.


Poi arriva la Consulenza Tecnica

Costruiamo il programma e partiamo con un allenamento che abbia una logica rispetto alla persona, non soltanto all’obiettivo scritto sulla scheda.


Nelle prime settimane controlliamo come sta andando

Non aspettiamo mesi per scoprire che qualcosa non funziona: verifichiamo come stai vivendo il percorso e interveniamo prima che piccoli ostacoli diventino motivi per mollare.


E poi arrivano le Verifiche Tecniche

Progressi, difficoltà e programma vengono rivalutati nel tempo. Se tu cambi, dovrebbe cambiare anche il programma.


Quindi: se hai appena iniziato, ricordati queste 5 cose


1. Non devi recuperare 5 anni in 5 giorni.

2. Non devi uscire distrutto per esserti allenato bene.

3. Il tuo programma deve partire da te, non dalla persona accanto.

4. Devi poter misurare ciò che sta migliorando.

5. Devi chiedere aiuto prima di perdere settimane a fare cose a caso.


Il risultato non arriva dal miglior allenamento che farai questa settimana. Arriva dalla somma di quelli che riuscirai a fare nei prossimi mesi.


Hai fatto anche tu uno di questi errori?


Se ti sei riconosciuto in uno o più punti, non significa che devi ricominciare tutto da zero. Significa semplicemente che puoi correggere la direzione.

E prima lo fai, meno tempo perdi.


Se vuoi capire come rendere il tuo allenamento più sostenibile e costruire un percorso realmente adatto a te, scrivici.


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Antonio

 
 
 

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